AFRICA UPDATE

A più di un anno dall’intervento francese in Mali, numerose questioni relative al contesto di sicurezza dell’intera regione restano aperte. Nonostante i gruppi terroristici operanti nel Sahel abbiano subìto alcune pesanti sconfitte, mantengono un’elevata capacità di colpire obiettivi occidentali e continuano a ripiegare in aree a scarso controllo da parte dei governi locali – come il sud-ovest della Libia – e a rafforzare le reti delle loro organizzazioni.

In questo scenario, gli attori regionali, fatta eccezione per l’Algeria, dimostrano enormi difficoltà nella pianificazione e gestione di attività di antiterrorismo, rafforzando così il ruolo della Francia nell’area. In questo senso la Francia ha firmato accordi con Niger e Chad a dicembre volti a istituire una base giuridica che le permettesse di operare in attività di antiterrorismo sui loro territori. Similmente, il 20 gennaio Parigi ha poi ufficializzato un accordo con il Mali. 

 

 Mali

Nel nord il Paese resta sconvolto da episodi di violenza politica e sociale, nel frattempo la decisione da parte della Francia di ridurre il numero delle truppe presenti da 4,200 unità a 1,600 dalla fine di febbraio, fino a 1,000 dalla metà del 2014, potrebbe compromettere il processo di risoluzione della crisi in corso. La missione delle Nazioni Unite sta incontrando numerose difficoltà nel dispiegamen-to e nel rifornimento delle truppe nel Paese, è prevedibile allora che nei tempi necessari a MINU-SMA per rimpiazzare le forze francesi, alcuni gruppi islamisti approfitteranno della temporanea scarsità di resistenza da parte delle forze internazionali. Queste organizzazioni terroristiche mantengono attive varie reti nel nord del Mali e come confermato da alcuni rapporti di intelligence, hanno stabilito dei santuari nel sud-ovest della Libia, dai quali pianificano le attività terroristiche nella regione. 

 

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