Bombe Isis in Egitto

A quattro giorni dall’approvazione della nuova legge contro il terrorismo, Daesh torna a colpire l’Egitto, con lo scopo di intimorire popolazione e classe dirigente. Le norme approvate prevedono ben 54 misure repressive di contrasto, compresa la pena di morte: era quindi scontato che il califfato facesse sentire la sua voce con un’azione di rappresaglia.

Dal punto di vista tecnico l’attacco si inquadra nella consueta strategia di far esplodere ordigni all’alba nei pressi di strutture sensibili evitando di fare vittime tra i civili che generalmente tra le due e le tre del mattino non sono in strada. La rivendicazione farnetica azioni e minacce evidenziando una struttura terroristica molecolare ancora impreparata ad azioni più complesse: è chiaro che le forze di sicurezza egiziane proprio in questa fase dovranno fare opera di intelligence preventiva.

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