L’unione Europea ha invitato il primo ministro Theresa May a risolvere la questione del confine, circa 500km, tra Repubblica d’Irlanda membro dell’UE e la provincia dell’Irlanda del nord facente parte del Regno Unito.
Si tratta dell’unico confine terrestre esistente tra Regno Unito e l’UE tranne naturalmente Gibilterra.
Theresa May ha dichiarato che tutto il Regno Unito lascerà il mercato unico dell’UE e l’unione doganale.
L’Unione Europea ha invece insistito sul fatto che i negoziati non possono andare avanti a meno che la Gran Bretagna non sia d’accordo riguardo i regolamenti doganali, essi devono infatti rimanere invariati da entrambi i lati del confine irlandese una volta effettuata la Brexit e inoltre la Brexit non dovrà portare alla creazione di un “Hard Border” con l’Irlanda del nord.
Una soluzione potrebbe essere l’adesione da parte dell’Irlanda del nord allo spazio Economico Europeo (SEE) come avviene con Norvegia e Islanda. Manterrebbe l’Irlanda del Nord nel Mercato Unico consentendo il commercio senza tariffe doganali, ma non senza controlli sulle merci che attraversano il confine nord-sud nonché sui flussi fra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito.
Un altro problema è però rappresentato dal braccio di ferro tra il partito democratico unionista dal quale dipende la maggioranza di governo di Theresa May che non intende cedere ad alcuno status speciale per l’Irlanda del nord che possa in qualche modo essere ricondotto alla paura nei confronti dei nazionalisti irlandesi dello Sinn Fein affinchè questi usino la Brexit come una opportunità per creare una Irlanda Unita.
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