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TRIAGE duepuntozero

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La Marina italiana verso la Libia

Sabato, 28 Febbraio 2015 22:53

La notizia rimbalza sul web: navi italiane, tra cui la San Giorgio, hanno lasciato le coste italiane dirette verso la Libia.

Non si tratta di un’operazione di guerra: teoricamente le manovre rientrano nel quadro di un’esercitazione annuale della Marina Militare conosciuta come operazione Mare Aperto, già attiva negli anni ’90.

Si può parlare anche di una “dimostrazione di forza”, data la complessa situazione libica; pratica non poco comune se si pensa alle esercitazioni NATO nelle repubbliche baltiche, a quelle russe ai confini con l’ucraina o a quelle greche e turche sul Mar Egeo.

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Cosa succede in Ucraina?

Martedì, 24 Febbraio 2015 14:06

Gli accordi di Minsk non reggono. A quasi due settimane dall’incontro avvenuto nella capitale bielorussa l11 febbraio, la situazione in Ucraina orientale non da segni di miglioramento. I primi tre punti dell’accordo non hanno ricevuto attuazione: il cessate il fuoco non è stato rispettato, le armi pesanti non sono state ritirate, l’attività di monitoraggio dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa è stata assai limitata. Conferme circa la violazione del cessate il fuoco arrivano direttamente della Special Monitoring Mission (SMM) dell’OSCE[1] che fa notare come si continui a sparare, specialmente nella Repubblica Popolare di Donetsk e presso l’aeroporto della Capitale.

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Update Ucraina

Mercoledì, 18 Febbraio 2015 18:02

Dei vari punti che compongono il nuovo accordo raggiunto a Minsk l’11 febbraio, tre – almeno nell’immediato – sono da considerarsi di vitale importanza:

  1. 1)      il cessate il fuoco a partire dalla mezzanotte del 15 febbraio (ora locale),
  2. 2)      il ritiro delle armi pesanti da parte dei due schieramenti[1],
  3. 3)      il monitoraggio, da parte degli ispettori dell’OSCE, di quanto stabilito ai punti 1 e 2.

Ebbene, a sette giorni dall’incontro in Bielorussia, la situazione non ha registrato grandi miglioramenti.

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FOCUS LIBIA

Lunedì, 16 Febbraio 2015 17:27

La Libia post-Gheddafi

La primavera araba libica non ha portato democrazia e stabilità nel paese come molti credevano sarebbe successo. Il vuoto di potere venutosi inevitabilmente a creare dopo la fine del regime del colonnello Gheddafi non è stato colmato. 

La situazione politica in Libia è complessa e frammentata, costellata da una moltitudine di attori che perseguono fini diversi con mezzi diversi. In una versione semplificata di tale realtà, si possono identificare tre elementi in lotta tra loro: il governo di Tobruk (considerato come legittimo e riconosciuto dalla comunità internazionale), il New General National Congress (GNC) il Shura Council of Benghazi Revolutionaries. 

Il governo di Tobruk ha lanciato un’operazione militare (Operation Dignity) con l’obiettivo di sconfiggere le milizie legate al GNC – riunitesi sotto una sorta di organizzazione ombrello conosciuta come Libya Dawn – e quelle filo-Daesh del Shura Council. Il GNC e il Shura council, oltre a rispondere alle azioni delle forze regolari libiche guidate dal generale Haftar, si fronteggiano a vicenda. 

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Daesh - Aggiornamenti e prospettive #Libia

Domenica, 15 Febbraio 2015 02:20

Daesh ha incontrato in Libia i capi tribali che operano sulla costa ed è riuscito a trovare un accordo per compattarli e fare fronte comune con l'intento di controllare tutta la linea costiera. L'operazione è in fase di perfezionamento... sono stati eliminati i gruppi legati ad Al-Zawahiri. Controllando la costa contano di stressare l'Europa con l'invio massiccio di clandestini: nei prossimi giorni ne arriveranno a migliaia. La UE cadrà nella trappola ed esaminerà la possibilità di fare interventi mirati in Libia tralasciando il fronte siriano iracheno. Oltretutto fonti riservate ci informano che accordi segreti sono in corso per rinforzare Al-Zawahiri e riportarlo in gioco. Tedeschi ed inglesi sono molto attivi.

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UCRAINA: NUOVO INCONTRO A MINSK

Lunedì, 09 Febbraio 2015 17:59

Appuntamento fissato a Minsk nella giornata di mercoledì 11 febbraio.  Obiettivo? Cercare di riportare le parti al tavolo delle trattative, dopo che gli accordi firmati nel settembre scorso non hanno avuto gli effetti sperati: la crisi in Ucraina, che dall’aprile 2014 ha causato oltre cinquemila vittime, invece di spegnersi gradualmente si è pericolosamente riaccesa e continua a crescere d’intensità. 

Il rischio di oltrepassare una soglia oltre la quale non sarà più possibile tornare indietro ha spinto i leader di Francia e Germania a chiedere un nuovo incontro con Mosca e Kiev. Tuttavia, come sostenuto dal Segretario agli Affari Esteri britannico Philip Hammond, non si può nemmeno parlare di un Minsk Plus dal momento che non esiste un testo pronto a essere firmato . Nella capitale bielorussa sarà proposto un pacchetto di misure per arginare la crisi e si cercherà di trovare un’intesa fondamentale che possa poi portare alla firma di un nuovo e definitivo accordo.

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DAESH E CONTINGENZA

Venerdì, 30 Gennaio 2015 18:33

Al Baghdadi spinge le azioni terroristiche nel nord Africa e con Parigi applica la tattica della contingenza.

Non esiste per l’Isis una strategia ottimale, i leader jihadisti hanno ben chiaro che è sempre lo scenario a rendere vincente una strategia. Quando i teatri di conflitto vengono modificati verso la saturazione delle nuove possibili aree, si indeboliscono le capacità psicologiche difensive degli avversari rendendo quasi inutile la prevenzione.

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Will France intervene in Yemen?

Lunedì, 19 Gennaio 2015 18:16

Many questions could be easily raised regarding the incident in Paris. Yet, the major questions are related to the consequences of this incident that comes in a very critical moment of shaping a new strategy of combatting terrorism. It is possible to consider Paris attacks as a smaller version of New york Sept 11th . However, Paris incident can not be compared to New york, but it is enough to think of launching a second version of Fighting terrorism where France will have a leading role. This might lead us to expect some of possible consequences or French reactions to the brutal attacks.

Published in Medio Oriente

PASSENGER NAME RECORD

Giovedì, 15 Gennaio 2015 10:38

Finalmente l’Unione Europea ha deciso, i governi e le forze di sicurezza dovranno lavorare più strettamente al fine di controllare le minacce e le violenze di matrice terroristica come quelle avvenute a Parigi la scorsa settimana.

Così come la Francia ha schierato le proprie truppe per le strade, il primo ministro Ungherese ha chiesto formalmente all’Europa di chiudere le porte all’immigrazione, e molti paesi dell’Unione stanno pensando di cambiare le regole di viaggio “senza passaporto”.

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Europe faces challenging waves of terrorism

Domenica, 11 Gennaio 2015 00:53

Pubblicato in data 8 dicembre 2014:

Europe faces challenging waves of terrorism

With the list of countries targeted by terrorism growing, we are starting to see an impact on the internal policies of various other countries also impacted. Concern is particularly growing in Europe as a result of the level of involvement many of its citizens and residents have in these terrorist groups.

Concern is growing amongst citizens, security officials believe the risks are increasing and Europe is a potential target and are calling for an effective strategy to be implemented. There are growing signs of radicalization across Europe. Aside from exploitation of human rights, social services and the more effective facilitation of daily life are major challenges that Europe already faces.

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