Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

TRIAGE duepuntozero

Switch to desktop

Le mani della Turchia sul Mediterraneo

Lunedì, 03 Febbraio 2020 12:59

La mire espansionistiche turche si stanno manifestando in tutta la loro natura. Il governo turco, dal momento in cui Mosca e Ankara hanno ripreso una intensa attività diplomatica e di collaborazione in ambito internazionale, ha portato avanti una politica estremamente aggressiva e ambiziosa verso ovest. La Turchia ha costruito una fitta rete di organizzazioni statali e parastatali che progressivamente hanno penetrato i contesti europei e nord-africani, divenendo di fatto un attore di primo piano per gli equilibri geostrategici dell’area del Mediterraneo. Energia e difesa stanno trainando le politiche estere di Erdogan, che approfittando della natura islamista del suo governo, infiltra i governi e i movimenti politici algerini, tunisini, libici, egiziani, serbi, macedoni, greci, albanesi, bosniaci. Agendo rapidamente e mediante la messa a disposizione di grandi risorse, la Turchia infatti sta - già da alcuni anni - influenzando le politiche energetiche balcaniche, in considerazione dell’attenzione strategica che nei prossimi decenni investirà l’area dell’Adriatico. 

Published in Medio Oriente

Che la Turchia stia attraversando un periodo in cui le libertà fondamentali non sono tutelate dallo Stato è ormai sotto gli occhi di tutti. Vorrei però che non fosse sotto gli occhi ma davanti agli occhi. Quello che succede in Turchia è inaccettabile.

Umanamente, politicamente, socialmente inaccettabile. Centinaia di persone continuano a condurre la propria pseudo vita “ospiti” nelle carceri turche, senza nessuna protezione né garanzia: senza nessun diritto. Persone incarcerate senza nessun capo di accusa serio e provato, rinchiuse nelle carceri da mesi in attesa di un processo che nella maggior parte dei casi è una farsa.

Published in Medio Oriente

Il presidente degli Stati Uniti Trump ha indicato che siamo a pochi giorni dall'annuncio del suo tanto atteso piano di pace in Medio Oriente, dopo l'incontro con il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il suo rivale elettorale Benny Gantz alla Casa Bianca. È probabile che il piano includa il nuovo status quo che è stato implementato, quindi ci si aspetta molto che non sarà popolare tra i palestinesi. Persino lo stesso Trump lo ha riconosciuto, ma li ha assicurati che ne trarrebbero beneficio. È improbabile che il rifiuto di accettare il nuovo piano cambi le cose sul campo, poiché esiste una nuova realtà che stabilisce nuove regole e deve essere la base per qualsiasi nuova visione della pace.

Published in Medio Oriente

Guerra ibrida

Martedì, 07 Gennaio 2020 21:20

Non ci sarà una terza guerra del golfo.

Il target killed del Generale Soleimani deve essere inquadrato nella necessità del governo USA di ristabilire gli equilibri proporzionali nell’area, tali da riportare gli americani ad un totale controllo dell’espansione iraniana.

L’azione dei militari Usa non può essere messa in relazione alla politica interna statunitense ed ai problemi del Presidente.

Published in Medio Oriente

La politica nell'era del "no alleati"

Lunedì, 16 Dicembre 2019 23:04

Non vi è dubbio che si sta verificando un cambiamento significativo nella condotta della politica internazionale. Le relazioni internazionali sono sempre più basate sull'interesse economico e meno su alleanze e valori ideologici. Ciò sta avendo un impatto globale, ma per un paese come la Giordania, che è totalmente dipendente dai suoi alleati, richiede una revisione urgente della sua posizione e del suo approccio che si basa attualmente sul valore sottostante delle sue alleanze politiche percepite, che si sono chiaramente spostate.

Published in Medio Oriente

“Bisogna lavorare insieme. Tutti. Stati, istituzioni, religioni, culture. Lavorare insieme per lo sviluppo integrale di ogni uomo e di tutto l’uomo”. Lo afferma padre Rifat Bader, 48 anni, sacerdote cattolico di nazionalità giordana, direttore del Catholic Center for Studies and Media in Giordania. Padre Rifat nei giorni scorsi era a Cagliari per partecipare all’incontro “Percorsi, popoli e religioni a confronto” svoltosi alla Mediateca del Mediterraneo.

Published in Medio Oriente

Si è tenuto lo scorso 16 novembre ad Abu Dhabi il primo incontro tripartito tra Emirati Arabi Uniti, Cipro e Grecia alla presenza di Sua Altezza lo sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, e i suoi omologhi, il cipriota Nikos Christodoulides e il greco Nikos Dendias.

Published in Medio Oriente

La scorsa settimana ha segnato 30 anni dalla caduta del muro di Berlino. Questa sarà sempre una data straordinaria nella storia, poiché ha segnato la fine della Guerra Fredda e il confronto dei due blocchi. La guerra fredda è stata anche il segno di spicco della politica globale che è stata modellata in base alle alleanze ideologiche, poiché l'ideologia ha svolto un ruolo importante nel modellare la natura delle alleanze e il ruolo dell'alleato. Molti paesi si sono trovati a svolgere un ruolo o a far parte di alleanze secondo questi criteri nell'ultima generazione.

Published in Medio Oriente

Shaykh Abdallah bin Bayyah, presidente del Consiglio degli Emirati Arabi Uniti di Fatwa, ha incontrato Papa Francesco presso il Palazzo Apostolico nella Città del Vaticano, dove i rappresentanti delle religioni monoteiste abramitiche si sono incontrati lunedì per condannare l’eutanasia e il suicidio assistito e incoraggiare invece il ricorso alle cure palliative.

Published in Medio Oriente

La crisi che interessa il nord della Siria, con l’inquietante presa di posizione della Turchia che ha sfidato il mondo intero invadendo le aree sotto il controllo delle forze curde, ha però fatto emergere con chiarezza alcune dinamiche che investono il Medio Oriente. In un’area che da anni subisce violenze e disordini scellerati, sintomo di un islamismo rampante che non risparmia la popolazione inerme e i governi locali, alcuni attori si distinguono per la lungimiranza e prontezza con cui stanno gestendo gli equilibri regionali.

Published in Medio Oriente
FaLang translation system by Faboba

Copyright CEOS 2012 - 2015. All rights reserved.

Top Desktop version