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LUPO TRAVESTITO DA AGNELLO

Venerdì, 04 Ottobre 2013 20:41

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato alle Nazioni Unite che il nuovo presidente dell’Iran Hassan Rouhani è un “lupo travestito da agnello” ed ha aggiunto che Israele è pronto ad agire da solo per evitare che Theran possa arrivare alla fabbricazione di un’arma atomica. Netanyahu ha affermato molto esplicitamente che Israele, in caso di fallimento della diplomazia, è disposto ad effettuare  da solo un’azione militare contro l’Iran . Israele non potrà mai acconsentire che armi nucleari possano giungere nelle mani di un regime canaglia che ha promesso più volte negli ultimi anni di voler cancellare Israele dalla carta geografica. Contro una tale minaccia Israele non avrà altra scelta che difendersi. Non ci deve essere nessuna confusione su questo punto. Israele non permetterà mai all’Iran di ottenere armi nucleari.

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Il discorso all'Onu di Rohani

Mercoledì, 25 Settembre 2013 23:52

In the name of God, the Compassionate, the Merciful 

Praise be to God, the Lordofthe worlaÿ. Blessing andPeace be upon our Prophet Mohammad and his kin and companions.  

Mr. President, Mr. Secretary-General, Excellencies, Ladies and Gentlemen,  

At the outset, I would like to offer my most sincere felicitations on your deserved election to the presidency of the General Assembly and seize the moment to express appreciation for the valuable efforts of our distinguished Secretary-General.

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LIGTH ATTACK - LA DIPLOMAZIA INVISIBILE

Martedì, 03 Settembre 2013 20:22

La guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ed il Capo della Commissioni Esteri del parlamento iraniano Hossein Naqavi Hosseini hanno affermato nei giorni scorsi che un eventuale attacco occidentale assegnerebbe alla Siria il diritto di reagire contro Israele e contro le basi americane in Medio Oriente.

Russia e Cina hanno dichiarato di non accettare nessuna posizione interventista e di porre il proprio veto a qualsiasi risoluzione ONU contro la Siria, in particolare il Ministro degli Esteri Russo Lavrov ha ufficialmente chiesto di aprire una discussione alle Nazioni Unite per valutare i rischi di instabilità globale nell’area a causa di un ipotetico attacco missilistico statunitense,in considerazione del fatto che le prove di utilizzo di gas Sarin da parte di Assad non sono state documentalmente presentate.

Published in Medio Oriente

Nella sua prima conferenza stampa dall'elezione dello scorso giugno, il neopresidente iraniano Hassan Rohani ha affermato che non ci sarebbero problemi a condurre negoziati diretti con gli Stati Uniti sul nucleare iraniano, a patto che vengano tutelati gli interessi nazionali e venga messo da parte il linguaggio delle pressioni e delle minacce.

Gli USA, secondo Rohani, non dovrebbero seguire alcuna agenda segreta e puntare al reciproco rispetto tra le due nazioni. Rohani ha poi criticato le leggi votate dalla Camera dei Rappresentanti Statunitensi e gli appelli dei senatori americani ad un inasprimento delle sanzioni contro l'Iran. 

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BLACKLIST HEZBOLLAH

Lunedì, 29 Luglio 2013 01:13

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu,  ha accolto con molta soddisfazione la decisione dell’UE di includere l’ala militare di Hezbollah nella lista nera delle organizzazioni terroristiche, aggiungendo tra l’altro che Israele non distingue tra la fazione armata e quella politica dell’organizzazione  essendo due facce della stessa medaglia.

Il premier israeliano ha ringraziato i leader dei 28 Stati membri dell’UE ed ha espresso la speranza che la decisione possa portare a “passi concreti contro l’organizzazione”.

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John Kerry’s visit to the Middle East provides several signals on political issues in the region. In particular, it brings back into focus the goal of kick starting the immobile regional peace process.  

The first signal is the American decision for Amman to be the meeting place with the Palestinians. The message is to both Palestinians and Jordanians foreshadowing Jordan’s role in the upcoming settlement process, which, if all goes well, will be looking much healthier in the coming weeks.

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Nelle ultime settimane è cresciuto il livello di tensione in Medio Oriente e una serie di eventi, dal drone abbattuto il 25 aprile ai raid in territorio siriano su Jamraya e Al Saboura, ha ulteriormente minato il precario equilibrio geopolitico nella regione.

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Il 25 aprile l’aeronautica israeliana ha abbattuto, a circa 8 km dalla città di Haifa, un drone proveniente dal Libano. Il portavoce degli Hezbollah, indiziati principali, aveva glissato sulle accuse affermando di non avere informazioni in suo possesso. A cinque giorni dall’accaduto, Martedì 30 aprile, è arrivata la smentita ufficiale da parte del braccio armato del “Partito di Dio”. In un videomessaggio, il leader Hassan Nasrallah ha espressamente dichiarato la propria estraneità, sottolineando che agli Hezbollah non mancherebbe certo il coraggio di prendersi la responsabilità delle proprie azioni. Inoltre, passando al contrattacco, ha messo in guardia Israele da tentare ogni sorta di azione militare in Libano: contrariamente a quanto potrebbero pensare i vertici militari, ha dichiarato Nasrallah, le truppe israeliane non avrebbero vita facile oltre il confine data la presenza di una fiera resistenza determinata a difendere il Libano da ogni attacco esterno. 

Published in Medio Oriente

Città di Haifa (Israele), giovedì 25 aprile 2013: attorno alle 13:30 i radar dell’IDF (Israel Defense Forces) rilevano la presenza di un drone proveniente dal Libano –  l’esatto punto di partenza è ancora ignoto –  entrato nello spazio aereo nazionale e apparentemente diretto a sud del paese. Come in seguito confermato dal portavoce dell’IDF, il Generale di Brigata Yoav Mordechai, due caccia F-16 dell’aviazione decollano, intercettano e distruggono il drone alle 13:40, a 7-8 km dalla costa mentre volava a circa 6000 piedi. 

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ASHKELON: CADE UN RAZZO PROVENIENTE DA GAZA

Martedì, 26 Febbraio 2013 23:32

Tra razzi che cadono nel sud di Israele e le manifestazioni in corso in Cisgiordania, le condizioni di sicurezza nell'area rimangono incerte. Non si prevede un nuovo scontro armato nel breve termine.

AskelonResta alta la tensione in Israele, dove nella giornata del 26/02 un razzo proveniente dalla striscia di Gaza ha colpito la città di Ashkelon.

Il lancio del razzo, un Grad M75 gittata 30-40 km, è stato rivendicato dal gruppo denominato Brigata dei Martiri di Al-Aqsa, legata ad al-Fatah. L'arma ha colpito una strada di Ashkelon, 10 km a nord dal confine con la Striscia di Gaza, senza provocare feriti.

I miliziani della Brigata al-Aqsa hanno motivato il lancio come risposta alla morte di Arafat Jaradat, 30 anni, membro del movimento arrestato per aver lanciato alcune pietre contro le truppe israeliane e deceduto il 23 febbraio per cause sospette. Il fatto aveva già provocato diversi disordini in Cisgiordania tra la popolazione e le truppe israeliane. Un ragazzo di 13 anni e uno di 15 sono rimasti feriti durante gli scontri, quest'ultimo versa in gravi condizioni dopo essere stato colpito alla testa ed è stato immediatamente trasportato in ospedale.

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