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TRIAGE duepuntozero

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Che distruggere l'arsenale chimico siriano fosse una missione complessa non è mai stato messo in dubbio ma, al momento, la situazione s'è fatta più complicata del previsto. I primi problemi sono emersi nel mese di dicembre quando l'OPAC si affannò nel cercare un modo di distruggere parte del suddetto arsenale e nessuno stato o ente privato volle farsi carico dell'onere; così l'OPAC è stata costretta a risolvere la "crisi" riesumando un'opzione precedentemente accantonata: distruggere il materiale chimico in acque internazionali a più riprese. Un secondo grande problema è emerso sul finire del 2013 sconvolgendo la tabella di marcia che l'Organizzazione si era prefissata: secondo i piani approvati nei mesi precedenti, entro il 31 dicembre 2013 gli elementi chimici più pericolosi avrebbero dovuto lasciare la Siria, tuttavia qui hanno fallito a causa delle cattive condizioni climatiche e dei continui scontri tra le truppe di Assad e i gruppi ribelli nel quadro di una interminabile guerra civile. Ora la macchina si è rimessa in moto ma i presupposti non sono dei migliori. 

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Donna kamikaze a Volgograd l’ex Stalingrado nella Russia Meridionale: Oksana Aslanova si è fatta esplodere all’interno della stazione ferroviaria, 18 i morti e una 50ina i feriti - una minaccia per le olimpiadi invernali di Sochi.

Published in Asia & Pacifico

Sale la tensione diplomatica tra la Russia e l’asse euro-atlantica. Il motivo? Alcune batterie di missili a corto raggio Iskander (o SS-26 Stone nel codice NATO) che Mosca ha dispiegato a Kaliningrad (enclave russa che si affaccia sul Baltico racchiusa tra Lituania e Polonia), e lungo la linea di confine che separa la Federazione dalle repubbliche baltiche di Estonia e Lettonia.

Published in Asia & Pacifico

Guerra energetica tra Russia e UE

Martedì, 17 Dicembre 2013 00:02

La guerra energetica fra Russia e Unione Europea si arricchisce di un nuovo, prezioso tassello: pochi giorni fa, infatti, il Primo Ministro ungherese, Viktor Orbán, e l’Amministratore Delegato di Gazprom, Aleksej Miller, hanno stabilito, in un incontro organizzato nella capitale magiara, che i lavori di realizzazione del gasdotto South Stream, patrocinato proprio da Gazprom e destinato al trasporto di gas naturale russo dalle rive del Mar Nero fino ai paesi dell’Europa Occidentale (bypassando l’Ucraina), andrà avanti senza ritardi, con l’apertura dei cantieri prevista per Aprile 2015.

Published in Asia & Pacifico

Viaggio Strategico

Lunedì, 16 Dicembre 2013 19:29

Putin e Papa Francesco uniti nella difesa dei cristiani nel mondo.

La due giorni italiana di Vladimir Putin si posiziona come la concreta occasione per attivare nuove relazioni tra Italia, Santa Sede e Russia.

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L'ACCORDO SUL NUCLEARE IRANIANO

Giovedì, 12 Dicembre 2013 22:01

Dopo la storica telefonata tra Obama e il Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Rohani, gli Stati che seguivano le trattive diplomatiche con Teheran, quindi gli Stati Uniti, la Francia, l’Inghilterra, la Russia, la Cina e la Germania (P5+1) e l’Iran hanno raggiunto finalmente un accordo sul programma nucleare della Repubblica islamica.

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«Sulla base delle prove raccolte [...] la conclusione è che il 21 agosto 2013 sono state utilizzate armi chimiche nel conflitto in corso nella Repubblica Araba di Siria, anche contro civili, compresi bambini. [...] I campioni ambientali, chimici e medici che abbiamo raccolto forniscono prove chiare e convincenti sull’uso di razzi superfice-superfice contenenti l’agente nervino Sarin». Queste sono le conclusioni tratte dagli ispettori dell’ONU nelle quarantuno pagine dell’attesissimo rapporto sulla strage di Damasco dello scorso agosto.

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La tattica di rendere la Guerra illegittima

Martedì, 17 Settembre 2013 18:38

Soltanto con l’adottare la minaccia militare, l’America è stata capace di spingere la crisi siriana verso una  fase  di presenza internazionale determinante.

L’uso di armi chimiche  è stata la scintilla che poteva portare  la guerra  verso un intervento esterno. 

L’asse russo nel suo contempo  ha adottato una strategia che mira a privare gli Stati Uniti da eventuali legittimi motivi per lanciare un attacco contro la Siria.

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Il presidente Obama sta cercando di convincere, dobbiamo attendere almeno fino alla metà della prossima settima per il voto finale,  il Congresso   di sostenere l’azione militare contro la Siria al fine di punire il presidente Bashar Al- Assad per aver ordinato l’uccisione di centinaia di persone con gas tossico.

Ma in che cosa dovrà consistere la punizione? Obiettivi militari colpiti da missili USA? Bombardamento del palazzo presidenziale di Assad seguendo lo stile Regan che bombardò il palazzo di Gheddafi? Bersagli fissi, che potrebbero includere campi di aviazione? Per il momento sappiamo con certezza che all’attacco non seguirà una operazione “boots on ground”.

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LIGTH ATTACK - LA DIPLOMAZIA INVISIBILE

Martedì, 03 Settembre 2013 20:22

La guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ed il Capo della Commissioni Esteri del parlamento iraniano Hossein Naqavi Hosseini hanno affermato nei giorni scorsi che un eventuale attacco occidentale assegnerebbe alla Siria il diritto di reagire contro Israele e contro le basi americane in Medio Oriente.

Russia e Cina hanno dichiarato di non accettare nessuna posizione interventista e di porre il proprio veto a qualsiasi risoluzione ONU contro la Siria, in particolare il Ministro degli Esteri Russo Lavrov ha ufficialmente chiesto di aprire una discussione alle Nazioni Unite per valutare i rischi di instabilità globale nell’area a causa di un ipotetico attacco missilistico statunitense,in considerazione del fatto che le prove di utilizzo di gas Sarin da parte di Assad non sono state documentalmente presentate.

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