Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato alle Nazioni Unite che il nuovo presidente dell’Iran Hassan Rouhani è un “lupo travestito da agnello” ed ha aggiunto che Israele è pronto ad agire da solo per evitare che Theran possa arrivare alla fabbricazione di un’arma atomica. Netanyahu ha affermato molto esplicitamente che Israele, in caso di fallimento della diplomazia, è disposto ad effettuare da solo un’azione militare contro l’Iran . Israele non potrà mai acconsentire che armi nucleari possano giungere nelle mani di un regime canaglia che ha promesso più volte negli ultimi anni di voler cancellare Israele dalla carta geografica. Contro una tale minaccia Israele non avrà altra scelta che difendersi. Non ci deve essere nessuna confusione su questo punto. Israele non permetterà mai all’Iran di ottenere armi nucleari.
Israele ritiene che un Iran dotato di armi nucleari sia una gravissima minaccia per la sua stessa sopravvivenza. Dal canto suo il presidente Rouhani ha pronunciato un discorso alle Nazioni Unite abbastanza conciliante nel quale ha affermato che l’Iran non ha alcuna intenzione di costruire un’arma nucleare ed ha dichiarato la sua disponibilità per intraprendere negoziati con le potenze mondiali. Netanyahu dubita invece dell’attendibilità di Hassan Rouhani presidente centrista, ed ammette che è vero Rouhani non suona come Ahmadinejad, la cui politica era oltre che antiisraeliana anche antioccidentale. Ma quando si parla di programma di armi nucleari l’unica differenza tra i due è che Ahmadinejad era un lupo vestito da lupo mentre Rouhani è invece un lupo travestito da agnello un lupo che pensa di poter gettare fumo negli occhi della comunità internazionale.
Nota positiva è che Rouhani e il presidente Obama hanno avuto una telefonata di 15 minuti. E’ stata la prima conversazione tra i leader delle due nazioni in 34 anni, evento che potrebbe far sperare che si giunga a una svolta sulla questione nucleare. Netanyahu ha accolto l’esternazione di Rhouani con profondo scetticismo, esprimendo il timore che l’Iran userà i colloqui nucleari come uno stratagemma per ottenere il modo di alleviare le sanzioni economiche, mentre separatamente continuerà a premere per il suo programma nucleare. Nethanyau ha quindi esortato il mondo a intensificare la pressione sull’Iran attraverso la minaccia di un serio intervento militare fino a quando il suo programma di armamento nucleare non verrà smantellato.
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