National Security Strategy

Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina quasi quattro anni fa, i leader di tutta Europa hanno espresso sempre più apertamente quelle che considerano le intenzioni imperialiste del presidente russo Vladimir Putin. In Francia e Germania, i leader hanno descritto la Russia come una potenza destabilizzante che ha nel mirino anche l’UE e la NATO, sostenendo che qualsiasi piano di pace per l’Ucraina debba tenerne conto. “Premiare l’aggressione non farà che attirarne altre”, ha recentemente dichiarato ai giornalisti Kaja Kallas. Questa visione, tuttavia, contrasta nettamente con quella dei leader d’oltreoceano – che hanno trattato Putin come se fosse un qualsiasi altro leader mondiale – piuttosto che con quella di un leader con desideri di espansione che sembrerebbe avere. All’inizio di quest’anno, l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, ha liquidato l’idea che la Russia avrebbe conquistato ulteriore territorio in Europa, posizioni altrettanto amichevoli sono state espresse da Trump e dal suo vicepresidente, JD Vance. L’innata simpatia di Trump per la Russia e la sua fretta di ottenere qualsiasi tipo di accordo, si tradurranno o nel collasso dell’intero processo, con l’abbandono completo dell’Ucraina da parte degli Stati Uniti e l’allentamento delle sanzioni contro la Russia; o in un accordo imposto quasi interamente alle condizioni del Cremlino, che lascerà l’Ucraina, le altre nazioni europee e la stessa NATO fatalmente compromesse.

Tali sospetti sono aggravati dalla recente pubblicazione della “Strategia ufficiale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti”, che conferma che la politica statunitense è quella di indebolire i governi europei liberali democraticamente eletti, di indebolire l’Unione Europea e di impedire l’espansione della NATO. Invece di trattare i suoi alleati europei come pari sovrani con valori condivisi, l’amministrazione Trump preferirebbe che fossero più simili all’Ungheria. Il governo degli Stati Uniti inoltre critica le nazioni europee per aver nutrito “aspettative irrealistiche sulla guerra” in Ucraina. Gli ultimi colloqui a Londra tra i leader di Ucraina, Francia, Germania e Gran Bretagna si svolgono in un contesto poco promettente. La speranza è che questi leader europei possano influenzare a tal punto i vari negoziati in corso tra ucraini, russi e americani da proteggere gli interessi vitali europei e ucraini. Ciò significa garanzie territoriali e di sicurezza, come è sempre stato. Purtroppo, il tempo in cui un Occidente unito insisteva solo sul ritiro di tutte le forze russe dal territorio sovrano è passato con la vittoria di Trump alle elezioni presidenziali dello scorso anno.