Con colpevole ritardo il governo turco decide di fare sul serio nel contrasto alle milizie dell’Isis bombardando pesantemente una colonna di terroristi sul confine turco siriano. Fino ad ora un’azione così esplicita non era mai avvenuta; siamo quindi di fronte ad uno spartiacque politico: da oggi la Turchia non avrà più una posizione ambigua nell’opposizione di Daesh.
Nell’analisi di contesto è importante valutare che Ankara, dopo aver guadagnato economicamente dalla crisi siriana con il nuovo atteggiamento cerca di contrastare anche l’espansione curda a cui, per esempio, ora era stata delegata la difesa di Kobane: dobbiamo quindi aspettarci nelle prossime settimane che i jet da combattimento turchi oltre a Daesh attacchino anche le postazioni curde.
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