La Corea del Nord ha “formalmente” informato la Casa Bianca e il Pentagono di una potenziale azione nucleare, l’annuncio è quello di uno “spietato attacco nucleare”. Le minacce di Pyongyang arrivano dopo che gli Stati Uniti hanno deciso di rafforzare la difesa nell’area, con lo spostamento di missili di difesa nell’isola di Guam, dove c’è una base americana, attenzione massima ai movimenti di Pyongyang ma niente allarmismi eccessivi le dichiarazioni, per il Pentagono sono “una pericolosa retorica”. Non è chiaro se il Nord si stia preparando a sparare, oppure stia solo flettendo i muscoli, come ha riferito una fonte governativa sudcoreana.
E proprio dalla Corea del Sud arrivano le ultime informazioni sulle azioni militari di Pyongyang: “Le autorità d’intelligence sudcoreane e Usa hanno rilevato segnali secondo cui la Corea del Nord abbia posizionato missili di media gittata sulla sua costa orientale”. E proprio dalla Corea del Sud arrivano le ultime informazioni sulle azioni militari di Pyongyang
Sarebbe un missile in grado di raggiungere proprio la base americana di Guam. Tra gli altri obiettivi dei missili nordcoreani ci sarebbero le Hawaii e Alaska.
La piega che hanno preso gli eventi nella penisola coreana hanno incominciato ad innervosire i mercati finanziari globali, che pure sono avvezzi alla retorica bellicista nordcoreana verso il Sud e gli Usa.”Si presume che si tratti solo di parole forti”, ha detto Rob Ryan, strategist di Rbs a Singapore. “Ma abbiamo raggiunto un livello di tensione tale che le cose non possono peggiorare senza un vero scontro a fuoco”.
Una delle situazioni più tese al momento è quella del distretto industriale di Kaesong, una regione della Corea del Nord al confine con quella del Sud dove persone dei due stati lavorano insieme: lì ormai da due giorni Pyongyang vieta l’ingresso a lavoratori e mezzi di Seul.
La portata della notizia si riassume nel tono usato dai media di Seul, decisamente di stupore e sorpresa verso uno scenario più volte minacciato dal Nord, ma mai attuato nel decennio di vita in cui si era riuscita ad avere una cooperazione tra i due Paesi. Non a caso, con l’impennata della tensione, il ministro della Difesa di Seul, Kim Kwan-jin, ha assicurato l’esame di tutte le opzioni possibili, anche di quella militare nel caso di scenario peggiore, qualora la sicurezza dei propri lavoratori nell’enclave nordcoreano dovesse risultare a rischio.
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