REGOLAMENTO DI CONTI SUL FRONTE ANTI ASSAD

Numerosi i conflitti paralleli e la sanguinosa guerra civile che dal marzo 2011 incendiano la Siria.

E’ ormai certo che la guerriglia in lotta contro il regime siriano sia profondamente divisa tra bande qaediste e gruppi più moderati, la novità attuale sembra  essere una escalation del conflitto interno che sfocia ormai in una guerra nella guerra, un mortale “tutti contro tutti”.

Lo scorso 11 luglio è stato infatti ucciso Kamal Hamami, dirigente da un’organizzazione formata perlopiù da disertori delle forze armate lealiste, chiamata “esercito siriano libero” e considerata dalla più generica resistenza siriana troppo filo occidentale.

Hamami si trovava nella regione di Latakia per prendere accordi con gli esponenti dello stato islamico dell’Irak e del Levante (movimento qaedista formato da principalmente da guerriglieri stranieri ed influente soprattutto nella Siria nord orientale).

Fermato ad un check point, Hamami si è rifiutato di riconoscere l’autorità del movimento qaedista che gestiva il blocco stradale, ne è nata una violenta discussione terminata con l’uccisione del dirigente dell’esercito siriano libero che veniva successivamente decapitato. 

L’episodio fa emergere la crescente lotta per il controllo delle aree liberate delle forze lealiste, è evidente che questa situazione indebolisce la rivoluzione rafforzando invece Assad che prepara la battaglia di Aleppo e la riconquista di Homs. 

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