FRIENDS OR ENEMIES?

Il gruppo dei BRICS è stato fondato da Brasile, Russia, India e Cina nel 2009 e ha adottato l’acronimo BRIC. È diventato BRICS con l’adesione del Sudafrica nel 2010. L’anno scorso il gruppo si è ampliato fino a includere Indonesia, Iran, Egitto, Etiopia, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, paesi in diverse fasi di sviluppo economico e con diversi livelli di antagonismo verso l’Occidente dando vita a un gruppo che mette insieme oltre il 40% della popolazione mondiale e circa il 37% del PIL globale. A far parte di questo raggruppamento oltre ai paesi citati, si aggiungeranno Cuba, Bielorussia, Bolivia, Indonesia, Kazakistan, Malesia, Thailandia, Uganda, Uzbekistan. Entrando nel Brics, Cuba spera di superare una pesante crisi che attanaglia da tempo la popolazione, fatta anche di continui blackout energetici e scarsità di cibo, sfruttando le nuove sinergie e i commerci multilaterali. In primis L’Avana con l’adesione si augura di attenuare gli effetti dell’embargo. I BRICS+ hanno l’obiettivo di creare un sistema economico alternativo all’occidente, indebolire il predominio del dollaro statunitense nelle transazioni commerciali internazionali, il che sarebbe utile alla Russia, la cui economia è alle prese con le sanzioni imposte dopo l’invasione dell’Ucraina e ribadiscono il sostegno a “una riforma completa delle Nazioni Unite, che includa anche quella del Consiglio di sicurezza”. Chiedono di “riformare l’attuale architettura finanziaria internazionale” per renderla “più inclusiva”. Reclamano quindi spazio decisionale. Esprimono “profonda preoccupazione” per “l’effetto dirompente di misure coercitive unilaterali illecite, tra cui sanzioni illegali, sull’economia mondiale, sul commercio internazionale e sul raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile”. Cioè, in sostanza, protestano contro embarghi e dazi. Ma i paesi BRICS sono uniti anche da una visione semplice: l’equilibrio di potere globale è troppo sbilanciato a favore degli Stati Uniti e dei loro alleati europei, a scapito delle economie emergenti, e il sistema dovrebbe essere riformato. A tal fine, l’organismo ha istituito una propria banca di sviluppo nel 2015 e sostiene le aspirazioni di Brasile e India a svolgere un ruolo più importante nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. I membri del gruppo hanno negato che questo renda i BRICS “anti-occidentali”. Tuttavia, poiché nell’ultimo decennio Russia e Cina hanno dovuto affrontare maggiori attriti con l’Occidente, a causa della crescente assertività della Cina sulla scena globale e dell’invasione russa dell’Ucraina, gli osservatori affermano che entrambe le parti hanno fatto pressione per trasformare il gruppo in uno strumento più mirato per contrastare la potenza degli Stati Uniti. Le tensioni militari stanno aumentando.

“La paura di una catastrofe nucleare è tornata a far parte della vita quotidiana”. Gli Stati Uniti hanno lanciato questa estate attacchi missilistici contro uno dei paesi BRICS, l’Iran, che Lula ha denunciato, insieme al “genocidio perpetrato da Israele a Gaza”. Ci sono addirittura paesi “europei” interessati ai BRICS. La Turchia ha presentato domanda di adesione ai BRICS a settembre 2024, pur essendo membro della NATO, ma non dell’Unione Europea. Il Ministro degli Esteri Hakan Fidan, riferendosi ai BRICS, ha dichiarato: “Siamo interessati, ma non ci è stata ancora offerta l’adesione”. Nonostante ripetuti tentativi, la Turchia non è ancora stata accettata come membro o Paese partner dell’alleanza. Anche la Bielorussia sta attivamente cercando di entrare a far parte dei BRICS e di diventare membro del blocco. La Serbia è stato il primo paese europeo a esprimere apertamente il suo interesse ad aderire ai BRICS. Ha formalmente presentato domanda di adesione al blocco nel 2023 ed è in attesa, nel frattempo è stata invitata ai forum BRICS e a partecipare alle discussioni. In conclusione, molti analisti sono scettici circa la speranza che un raggruppamento allargato dei BRICS possa avere un impatto significativo. Sin dalla sua fondazione nel 2009, le ambizioni del blocco di esercitare una significativa influenza politica ed economica globale sono state minate dalle differenze tra i valori, gli interessi e i sistemi politici dei suoi stessi membri.