Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scrollando la pagina verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

TRIAGE duepuntozero

Switch to desktop

La comprensione globale delle relazioni internazionali si sta evolvendo a causa dell'instabilità che attanaglia il mondo. Lo shock di COVID-19 ha costretto molti paesi a concentrare i propri sforzi internamente per contenere la diffusione e l'impatto della pandemia globale. Le dinamiche sottostanti delle politiche e politiche locali e regionali che modellano la cooperazione internazionale stanno cambiando e rimodellando la politica estera, poiché l'attenzione di più paesi diventa sopravvivenza e sostentamento. Ciò potrebbe portare a una maggiore attenzione alle relazioni bilaterali basate sulla necessità o relazioni multilaterali basate su interessi comuni per ogni singolo paese. Ad ogni modo, sta rafforzando il crescente pragmatismo alla base delle relazioni con l'estero.

Published in Medio Oriente

Il blocco causa coronavirus non ferma gli aerei provenienti dalla Turchia. Nessuno sa cosa trasportino in Libia. Intanto aumentano scontri armati e rischio contagi

Molti Paesi stanno combattendo la propria battaglia contro il Covid-19, virus che nel giro di un paio di mesi ha stravolto le nostre abitudini e fatto soccombere migliaia di persone. Anche i paesi dell’area del Mediterraneo stanno mettendo in campo quanto possono per evitare la catastrofe e scongiurare la morte dei propri cittadini, ma non stanno facendo solo quello.

Published in Africa

L'Europa sta affrontando il suo primo grande test dopo la Brexit.

La pandemia di COVID-19 sta scuotendo la struttura dell'UE e sta mettendo a dura prova la capacità di ripresa dell'idea stessa di un'Europa unita. La pandemia ha messo in evidenza i problemi di fondo che sono emersi durante la Brexit; le crisi regionali che hanno colpito i paesi del Mediterraneo. Ora, poiché l'Italia deve affrontare una sfida enorme, non ha trovato il sostegno che ci si aspettava dall'Unione europea, ma piuttosto un muro di sfiducia e scarsa collaborazione.

Published in Europa

La crisi globale e le sue scosse

Martedì, 17 Marzo 2020 21:32

L’Europa sta affrontando ora il primo esame dopo la Brexit, che ha scosso il sistema e l’assetto europeo, mettendo a dura prova la tenuta dell’idea stessa di un Europa Unita. A questo quadro, già di per sé poco entusiasmante, che ha visto la contrapposizione tra un’idea di Europa unita e quella individualista dell’Inghilterra, si è aggiunto anche il fenomeno della pandemia conosciuta come Coronavirus. 

La pandemia ha messo in rilievo delle problematiche che comunque si erano già evidenziate, anche se in maniera non così evidente, durante i mesi della Brexit o durante le crisi regionali che hanno interessato le regioni mediterranee. Oggi, in un momento di forte difficoltà l’Italia, non ha trovato nell’Unione Europea un’alleata ma piuttosto un muro di diffidenza e scarsa collaborazione. 

Published in Europa

La Turchia fino a pochi giorni fa era troppo impegnata nella guerra in Siria e nell’ottenere dall’Unione Europea accordi vantaggiosi per gestire l’ondata migratoria, per occuparsi di un altro problema che nel frattempo aveva fatto capolino nei suoi territori: il Coronavirus.

A ieri la Turchia si dichiarava immune dal morbo: le affermazioni dei politici al potere erano tutte nella direzione di negare che nel paese ci fossero casi di contagio, optando per l’opzione di considerare i morti per polmonite, semplicemente deceduti per un’influenza stagionale. La situazione però nelle ultime ore sembra sfuggita di mano alla classe dirigente. La nazione è in preda al panico, esattamente come è accaduto in Italia e come accadrà probabilmente negli altri paesi. Le città sono deserte. La gente ha paura e svuota i market.

Published in Medio Oriente

Primo stop al sultano di Ankara

Domenica, 08 Marzo 2020 11:32

La crisi in Siria. Erdogan il Covid 20 dell’ Europa. Come se non bastasse il 19!

Dopo l’annunciato vertice del 5 Marzo, giovedì, la Turchia e la Russia hanno confermato un cessate il fuoco a Idlib, l’ultima enclave dell’opposizione al governo della Siria, accettando, tra l’altro, di stabilire un corridoio di sicurezza con pattuglie di controllo composte di personale di entrambi i paesi. L’annuncio è arrivato dopo un incontro di quasi sei ore tra i leader dei due paesi a Mosca.

Published in Medio Oriente

Due gli scenari possibili in Siria: un’affermazione turca oppure una vittoria russo-siriana. In entrambi i casi l’Unione Europea può solo fare da spettatore impotente

La situazione già critica dei migranti che cercano di attraversare le frontiere della Turchia per arrivare in Europa si fa sempre più drammatica. È infatti di stamattina la notizia della morte di un giovane siriano che cercava di forzare il blocco al confine ed è stato, purtroppo, ucciso dalla polizia greca. Il presidente turco Erdogan annuncia che la Turchia non chiuderà più le sue frontiere e che lascerà passare tutti i migranti senza controlli specifici. Una bomba umanitaria che sta facendo il giro delle cancellerie di mezza Europa.

Published in Medio Oriente

Ad Idlib la situazione umanitaria è grave: secondo i report delle Nazioni Unite ci sono tra 800.000 e 1.000.000 di persone coinvolte nei combattimenti, mentre circa 692.000 persone siano fuggite dalle città a sud di Idlib nelle ultime settimane, e altre 400.000 stanno cercando di entrare in Turchia, dove si trovano già circa 4 milioni di siriani.

L’offensiva militare minaccia anche il conflitto tra i membri della NATO, Turchia e Russia. Durante la notte del 2-3 febbraio Ankara ha organizzato un convoglio militare verso Idlib. Ciò ha portato a un primo scontro a fuoco tra l’esercito turco e quello siriano con perdite per entrambi. Erdoğan ha avvertito il suo (ex?) partner, Putin, che se Mosca non riuscirà a controllare Damasco, Ankara agirà. In effetti, la Russia sta guidando l’offensiva usando la sua supremazia aerea per agevolare le operazioni terrestri siriane. Affermare che la situazione è “pericolosa” è un eufemismo. Erdoğan con le sue idee di grandezza cerca di trascinare la NATO nello scontro. Ha invocato l’articolo 4 del Trattato dimenticando che ha acquistato missili antiaerei da Putin e che ha utilizzato milizie turcomanne e ex ISIS per eliminare le resistenze curde al confine con la Siria ( tutto questo in aperta violazione della Convenzione di Ginevra).

Published in Medio Oriente

La Turchia apre le porte dell’Europa ai suoi 3,6 milioni di rifugiati siriani.

Migliaia di migranti cercano di prendere d’assalto il confine greco dopo che la Turchia ha dichiarato che non impedirà ai suoi 3,6 milioni di rifugiati di raggiungere l’Europa.

Ankara ha giurato di non impedire ai migranti di raggiungere il continente e la Grecia è stata costretta a usare i gas lacrimogeni sulle folle ai suoi confini.

Published in Medio Oriente

Continua su più fronti l’audace linea politica estera della Turchia nel Mediterraneo. Il fronte che più ci interessa è quello dello scacchiere libico che per tante ragioni sta a cuore all’Italia. La Turchia incurante delle decisioni prese alla conferenza di Berlino, ha continuato e continua tutt’ora a fornire di armi l’esercito di Sarraj.

È delle ultime ore la notizia che la polizia italiana ha fermato una nave nel porto di Genova e che il comandante sia stato arrestato perché accusato di traffico internazionale di armi. Un testimone, componente dell’equipaggio, avrebbe fatto verbalizzare che la nave, che secondo i documenti ufficiali doveva trasportare automobili, in realtà durante una parte del suo viaggio ha trasportato e consegnato armi e attrezzatura dalla Turchia alla Libia.

Published in Africa
Pagina 1 di 25
FaLang translation system by Faboba

Copyright CEOS 2012 - 2015. All rights reserved.

Top Desktop version