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TRIAGE duepuntozero

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Mentre il mondo si è concentrato sulla gestione di COVID-19 e le risorse dell'apparato di sicurezza hanno affrontato l'epidemia, trasformando le istituzioni in modo da applicare restrizioni e mantenere le distanze sociali, le minacce alla sicurezza più tradizionali hanno operato con meno pressione e in crescita. Tracciare i segni delle attività terroristiche negli ultimi mesi suggerisce che continuano a operare in tutta la regione, dalla Somalia alla Siria, dalla Libia all'Iraq, all'Egitto, allo Yemen, all'Afghanistan e in tutta l'Asia centrale.

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La coalizione sunnita guidata dai sauditi sta operando manovre militari per spostare armamenti e mercenari sulle coste occidentali dello Yemen, ovvero dove le maggiori riserve di petrolio yemenita sono presenti. Lo Yemen inoltre vanta grandi riserve anche nelle regioni di Ma’rib, al-Jawf, Shabwah e Hadhramaut, riserve però mai sfruttate.

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I difficili negoziati per la pace in Yemen

Venerdì, 22 Luglio 2016 12:41

I negoziati in corso in Kuwait e sostenuti dalle Nazioni Unite sono stati sospesi al termine di giugno in occasione della 'Id al Fitr. I colloqui sono ripresi il 16 luglio, dopo un breve ritardo dovuto alla richiesta da parte del governo yemenita di assicurazioni dalle Nazioni Unite circa un'agenda di negoziati programmata.

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Yemen: il cessate il fuoco non regge

Venerdì, 10 Giugno 2016 19:32

Il conflitto in corso in Yemen non appare in via di conclusione. Nonostante i lenti progressi sul piano dei negoziati, si registrano continui scontri in larghe aree del Paese, specialmente nelle province di Marib, Jawf, Shabwa, Sanaa, Amran, Taiz, Lahj e al-Dhalea. Il raggiungimento di un accordo per il "cessate il fuoco" il 10 aprile scorso non ha prodotto risultati sostanziali, dal momento che i violenti combattimenti in corso dimostrano l'intento delle parti di proseguire nel conflitto. Occorre inoltre sottolineare che molto spesso le violenze sono il risultato di dinamiche locali altamente complesse, sulle quali i leader politici nazionali non hanno possibilità di controllo.  È altamente improbabile che possano verificarsi sostanziali perdite di territorio da parte delle forze in campo nel breve termine, è opportuno infatti evidenziare che nonostante si stia registrando una lieve perdita di controllo del territorio da parte degli Houthi, è da ritenere poco probabile un collasso generale della loro struttura militare. Gli Houthi hanno dimostrato ottime capacità operative, specie in operazioni di guerriglia. Inoltre, il gruppo sciita è riuscito a canalizzare il forte risentimento popolare nei confronti della coalizione a guida Saudita, dando vita ad alleanze strategiche tra i diversi gruppi presenti nel Paese.

Sul piano dei negoziati persistono grandi divergenze tra gli esponenti Houthi e membri del governo Hadi, tuttavia le parti sembrano insistere sulla possibilità di raggiungere un accordo duraturo per il futuro dello Yemen. Nel marzo scorso una delegazione di Houthi ha visitato l'Arabia Saudita ottenendo un accordo sulla stabilizzazione dei confini, inoltre nei primi giorni di giugno il portavoce Houthi Mohammed Abd al-Salaam ha effettuato un altro viaggio in Arabia Saudita; oggetto dei numerosi colloqui tra Abd al-Salaam e i funzionari sauditi è stato il negoziato di pace in corso in Kuwait iniziato il 21 aprile scorso. In verità i colloqui di pace sono fortemente ostacolati dalle volontà delle parti, al momento molto distanti. Nonostante ci sia comune desiderio di porre fine al conflitto, permane un forte disaccordo sulla futura struttura politica del Paese. Entrambi le parti in causa desiderano mantenere una posizione di forza nel post-conflict, il che mina pesantemente su una risoluzione a breve del conflitto. In questo scenario gli esponenti Houthi, con il sostegno dell'ex-presidente Ali Abdullah Saleh, stanno richiedendo la formazione di un governo di transizione, ipotesi però che non convince i membri del governo Hadi, i funzionari sauditi e gli Emirati Arabi: Hadi intende giungere ad un accordo conclusivo che vede l'estromissione degli Houthi da qualsiasi carica governativa e lo smantellamento del loro intero apparato militare. Forti interessi internazionali si stanno ripercuotendo sull'attuale situazione nello Yemen, si assiste ancora allo scontro indiretto tra il regno Saudita, sunnita, e la Repubblica Islamica dell'Iran, sciita. L'Arabia Saudita vede l'avanzata degli Houthi come un tentativo di accerchiamento da parte dell'Iran, mentre Teheran interpreta l'intervento di Riyadh come un'ingerenza illegittima contro la sovranità yemenita. Nonostante le scarse capacità economiche dello Yemen, questo rappresenta un hub strategico estremamente prezioso. Il Golfo di Aden è attraversato da oltre 20.000 navi annualmente, con un traffico di circa 3 milioni di barili di petrolio al giorno.

Con l'ingresso delle forze internazionali nella disputa yemenita, il conflitto ha gradualmente perso il carattere settario e politico locale, per sostanziarsi come un conflitto dal forte impatto regionale, fondamentale per gli equilibri dell'aerea. L'intervento armato della coalizione non sta portando gli effetti sperati dai sauditi, sta anzi deteriorando ulteriormente la situazione, con un forte incremento di armi sul territorio, numerosi vittime tra la popolazione civile e vaste aree totalmente fuori controllo andate nelle mani delle organizzazioni terroristiche islamiste. Gli Stati Uniti inoltre persistono nelle attività di antiterrorismo con l'uso di droni contro postazioni di AQAP. 

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Il nuovo canale di Suez

Mercoledì, 12 Agosto 2015 00:08

Dopo l’inaugurazione ,giovedì scorso del nuovo tratto del canale di Suez, con una grande cerimonia da parte  del governo egiziano ed un eccezionale schieramento di sicurezza a tutela dell’evento il Capo dell’Ufficio Stampa dell’Ambasciata Egiziana a Mosca  Aiman Mousa a spiegato : si tratta di 72 km di canale parallelo al vecchio costruito 146 anni fa. Il nuovo canale permetterà alle navi in transito di procedere in entrambe le direzioni e ridurre il periodo di attesa da 22 ore ad 11, aumnetando i ricavi.

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Yemen, le forze di Hadi guadagnano terreno

Mercoledì, 22 Luglio 2015 15:27

Secondo le informazioni che giungono dallo Yemen, le forze fedeli al presidente Hadi stanno portando a termine numerose operazioni militari con successo contro le forze Houthi. I miliziani sciiti Houthi stanno ripiegando dalla città meridionale di Ibb, dove è stato ucciso Abu Mahammed al-Ghayli.

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LA NUOVA STRATEGIA DI OBAMA

Mercoledì, 20 Maggio 2015 23:02

Obama cambia rotta e nei prossimi mesi intensificherà in Siria, Yemen ed Iraq l’utilizzo di droni.

La necessità di trasformare i droni da occhi invisibili a veicoli di attacco diretto si esplicita con la difficoltà di esercitare una seria azione di contrasto e di intelligence al terrorismo islamico limitando al minimo l’invio di uomini sul terreno.

Fino ad ora gli Stati Uniti hanno utilizzato il veicolo “Predator RQ1” equipaggiato con telecamere ad alta definizione e particolari sensori per la raccolta di dati ed immagini armando il mezzo solo in casi estremi con missili via terra AGM (Air To Ground) antiradar. 

Published in America

Il mancato raggiungimento di una soluzione politica in Siria ha creato una situazione di caos e rischia di portare a una nuova fase di escalation e potenziale divisione del Paese. Non è la prima volta che tali possibilità esistano.

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Medio Oriente: occhi sullo Yemen

Giovedì, 22 Gennaio 2015 19:57

Dall’unificazione a oggi: le presidenze di Saleh a Hadi 

La Repubblica Unita dello Yemen, nata nel 1990 dalle ceneri dello Yemen del Nord (Repubblica Araba dello Yemen) e quello del Sud (Repubblica Democratica Popolare dello Yemen), ha avuto in 'Ali 'Abd Allah Saleh il suo primo presidente (ininterrottamente in carica dal 1990 al 2012). Episodi di violenza interna hanno caratterizzato i primi anni della neonata Repubblica, episodi concentratisi in particolar modo nel corso del 1994 a causa di spinte secessioniste provenienti da personalità politico-militari del vecchio Yemen del Sud.

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Will France intervene in Yemen?

Lunedì, 19 Gennaio 2015 18:16

Many questions could be easily raised regarding the incident in Paris. Yet, the major questions are related to the consequences of this incident that comes in a very critical moment of shaping a new strategy of combatting terrorism. It is possible to consider Paris attacks as a smaller version of New york Sept 11th . However, Paris incident can not be compared to New york, but it is enough to think of launching a second version of Fighting terrorism where France will have a leading role. This might lead us to expect some of possible consequences or French reactions to the brutal attacks.

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