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05-09-2013

LA SIRIA NON E’ L’IRAQ E NON E’ L’AFGHANISTAN

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Obama Obama

Il presidente Obama sta cercando di convincere, dobbiamo attendere almeno fino alla metà della prossima settima per il voto finale,  il Congresso   di sostenere l’azione militare contro la Siria al fine di punire il presidente Bashar Al- Assad per aver ordinato l’uccisione di centinaia di persone con gas tossico.

Ma in che cosa dovrà consistere la punizione? Obiettivi militari colpiti da missili USA? Bombardamento del palazzo presidenziale di Assad seguendo lo stile Regan che bombardò il palazzo di Gheddafi? Bersagli fissi, che potrebbero includere campi di aviazione? Per il momento sappiamo con certezza che all’attacco non seguirà una operazione “boots on ground”.

Molte critiche nascono al riguardo tra interventisti e non, siamo proprio sicuri che i paesi occidentali possano permettersi una eventuale rinuncia da parte degli USA al ruolo di gendarme del mondo?

E’ ovvio che gli Stati Uniti non possono assumere il peso, e l’onere di un’azione unilaterale senza l’impegno e il sostegno degli alleati occidentali.

Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare “azioni limitate” in risposta all’attacco perpetrato dal governo siriano con il gas sarin che ha ucciso più di 1400 persone uomini, donne e bambini.

Il mondo occidentale deve tacitamente accettare l’orrore puro?

Un attacco USA alla Siria significherebbe un aumento delle tensioni con l’Iran (la Siria è l’unico alleato regionale dell’Iran); al contrario un eventuale fallimento degli Stati Uniti in Siria potrebbe indurre l’Iran a credere di poter perseguire impunemente il proprio programma nucleare.

L’inazione degli Stati Uniti in Siria incoraggerebbe l’Iran ad andare avanti con le sue ambizioni nucleari. Ma è anche vero che se gli Stati Uniti attaccano la Siria l’Iran avvertirà in misura ancora maggiore di aver bisogno di un “deterrente nucleare”.

A questo punto saranno i leader Iraniani che dovranno valutare i benefici e i costi riguardo la scelta di sostenere o meno Assad.

L’amministrazione Obama ha comunicato che qualsiasi attacco, non avrà lo scopo di rovesciare Assad o  favorire i ribelli a scapito delle forze governative.

E’ chiaro che ci troviamo di fronte a una situazione estremamente complessa  di difficilissima  soluzione considerate anche le posizioni di Russia e Cina.

Ma una cosa è certa, nonostante l’obiettivo dichiarato di dissuadere Assad l’esercito Usa non potrà garantire che i propri attacchi impediranno ad Assad di usare armi chimiche in futuro.

© Riproduzione Riservata

Mario Neri

Laureato in giurisprudenza ed in scienze giuridiche. Master di II livello in scienze criminologiche.

Esperto di diritto internazionale e di programmi relativi al mantenimento della pace nelle aree di crisi.

Ufficiale in congedo dell’Esercito “ Folgore “. Analista nelle politiche di intelligence.

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