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24-11-2013

ACCORDO FIRMATO: SI AL NUCLEARE IRANIANO

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Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha annunciato la fine dei negoziati, durati quattro giorni a Ginevra, tra la Repubblica Islamica e le potenze del gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) sul nucleare iraniano con la frase «Abbiamo raggiunto un accordo». Barack Obama ha commentato a caldo che in un clima di tensione “Si tratta di un primo importante passo verso un accordo generale: oggi la diplomazia ha aperto una nuova strada per rendere più sicuro il mondo” e ha poi chiesto ufficialmente, in diretta tv, al Congresso degli Stati Uniti di non imporre nuove sanzioni contro Tehran perché “potrebbero far saltare questa intesa”. Il presidente iraniano Hassan Rohani ha affermato tramite Twitter che “il voto del popolo iraniano per la moderazione e l’impegno costruttivo e gli instancabili sforzi da parte dei team negoziali apriranno nuovi orizzonti”.

L’accordo è di quattro pagine di cui una incentrata sull’affievolimento delle sanzioni economiche contro il governo di Tehran. L’Iran si  è impegnato a interrompere l’arricchimento dell’uranio sopra il 5%, a non aggiungere altre centrifughe e a neutralizzare le sue riserve di uranio arricchito a quasi il 20%, mentre le maggiori potenze non imporranno per i prossimi sei mesi sanzioni. Solo in seguito a questo tempo si potrà negoziare un accordo finale per assicurare definitivamente che l’Iran non si doterà di armi nucleari e dunque potrebbero essere cancellate le sanzioni più pesanti. Intanto come da accordo, l’Iran otterrà accesso a 4,2 miliardi di dollari in valuta straniera ed è stata confermata la sospensione di alcune misure che colpiscono il commercio di oro e metalli preziosi, il settore dell’auto e le esportazioni iraniane di prodotti petrolchimici, un alleggerimento complessivo pari a 1,5 miliardi di dollari.

Dal fronte israeliano vi è stata una veloce risposta dal Ministro per le Questioni strategiche Yuval Steinitz: “Questo accordo era e resta un accordo cattivo, che renderà difficile raggiungere una soluzione definitiva adeguata”, parere poi confermato dal premier israeliano Benyamin Netanyahu che ha dichiarato che il patto è “un errore tragico. Il mondo è oggi più pericoloso”. Dall’altra parte il presidente iraniano  Rohani ha invece sottolineato che  il risultato positivo dell’accordo sul nucleare grazie al rispetto dei diritti dell’Iran e ha affermato che “le minacce non possono portare alcun frutto” e ha ribadito che l’Iran non cercherà mai di dotarsi di armi atomiche. 

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Dariush Rahiminia

Dariush Rahiminia, laureato in Scienze per l’investigazione e sicurezza, perfezionato in Psicologia Investigativa, specializzando in Cooperazione e Sviluppo Internazionale.

La sua attività di studio si incentra su sociologia interculturale e difesa dei diritti umani. Nato in Italia da genitori iraniani, possiede la doppia cittadinanza Italiana/Iraniana. Da sempre appassionato di Relazioni Internazionali, anche grazie alle origini persiane e ai numerosi viaggi intorno al mondo.

Attualmente Consulente Criminologico e C.T.P. per vari studi legali e per un centro di recupero per detenuti.

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