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03-04-2013

CYBER - ARMAMENTI

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Il pericolo che abbiamo di fronte è ora più chiaro per la sua reale dimensione, la centrale cinese legata all’esercito popolare di liberazione da cui sono partiti gli ultimi attacchi informatici ha raddoppiato ed in alcune settimane triplicato le incursioni, il dato viene confermato per difetto anche da Akamai società leader nel monitoraggio delle attività sul Web.

Diminuisce del 5% a livello globale il fatturato aggregato delle aziende che trattano armamenti convenzionali, ma per converso aumenta il business nelle attività di cyber-sicurezza e quindi, nella cyberwar, colossi come Eads Cassidian e Raytheon stanno orientando gli investimenti, la ricerca e lo sviluppo progettuale sulla protezione dei dati e dei Network, sui servizi di simulazione e sul supporto operativo alle aziende ed agli Enti.

In questo momento la corsa agli armamenti atomici viene sostituita dalla corsa agli armamenti destinati alla guerra informatica con un incremento quotidiano, il target è decisamente più vasto e diversificato non sono, infatti, solo le strutture militari ad essere in pericolo ma le Imprese ad ogni livello, i Media, le Banche, le Istituzioni, le Organizzazioni.

Spiarle, carpirne i segreti e mettere fuori uso i rispettivi strumenti informativi, può trasformarsi in una posizione di vantaggio economico per altre Società, la nuova guerra è quindi diversa ma potenzialmente distruttiva quanto la minaccia nucleare.

Le Pubbliche opinioni internazionali tendono a sottovalutare la situazione non avendo percepito la gravità del pericolo ponendosi in una condizione di bassa vigilanza, i Governi negano le loro cyber – operazioni e non aprono una mediazione sul problema, come invece avvenne nella guerra fredda per il nucleare, con il risultato che la corsa ai cyber-armamenti è diventata la minaccia più seria per la sicurezza del mondo.

Su tutto questo guadagnerà il business di settore poiché sarà attivo sia per creare attacchi che per creare sistemi difensivi fino a confondere gli uni con gli altri dato che, come sempre, la miglior difesa è l’attacco.

 

© Riproduzione Riservata

Sergio Giangregorio

Laureato in scienze politiche e relazioni internazionali. Perfezionato presso L’Università degli Studi Roma 3 in “ Modelli Speculativi e ricerche educative nell’interazione multimediale di primo e secondo livello“ Docente universitario a contratto in materie investigative con specifico expertise sulla sicurezza in aree urbane, sulle tecniche di intelligence e di peacekeeping. Esperto di comunicazione in situazioni estreme.

Giornalista investigativo ed analista di intelligence , come Ghost writer ha elaborato numerosi studi strategici coprendo tutti i teatri di guerra dai balcani , al vicino oriente seguendo i conflitti in Afganistan, Iraq e nel nord-Africa.

Presidente del Centro Europeo Orientamento e Studi – Ente morale di diritto privato per la difesa dei diritti civili.

Direttore Responsabile del magazine online Convincere.

Website: www.sergiogiangregorio.it
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