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22-04-2014

LA GUERRA DEI DRONI

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Stando a quanto riportato dall’agenzia d’informazione Reuters, tra Sabato 19 e Domenica 20 Aprile almeno 35 militanti di Al-Qaeda avrebbero perso la vita in Yemen nel corso di due attacchi condotti da APR (Aeromobile a Pilotaggio Remoto) statunitensi[1]. Continua così la guerra dei droni che la Casa Bianca sta portando avanti proprio in Yemen, Pakistan e Somalia nell’ambito della lotta al terrorismo internazionale. Dagli Stati Uniti non giungono ancora conferme, ma difficilmente potrebbe essere attribuita ai droni una diversa provenienza: è molto probabile, infatti, che l’attacco costituisca la risposta americana al tentato raggruppamento di un centinaio di militanti dell’AQAP (Al-Qaeda in the Arabic Peninsula) testimoniato da un video diffuso dalla CNN[2].

L’impiego di droni, usati per la prima nello stesso Yemen nel 2007, ha permesso agli Stati Uniti di eliminare non meno di 2599 militanti di Al-Qaeda in oltre 400 attacchi. Tuttavia, nonostante i benefici derivati dal dispiegamento di tali risorse, questa strategia deve forzatamente fare i conti con due grandi problemi. Il primo è rappresentato dell’elevato numero di civili caduti vittime dei raid aerei: come riportato dal The Bureau of Investigative Journalism (organizzazione d’informazione non-profit), a oggi sarebbero oltre 400 le perdite collaterali. Inoltre, un grande punto interrogativo è rappresentato dalla capacità rigeneratrice della rete di Al-Qaeda: nonostante i danni che le sono stati inflitti, essa sembra riuscire a rafforzarsi pressoché costantemente.

Lungi dall’esser uno “strumento” perfetto, la guerra dei droni non può che essere considerata come una controversa mossa a lungo termine pur non avendo, al momento, valide alternative.

 

 

Paese

 

 

Attacchi

 

 

Militanti Uccisi

 

 

Vittime Civili

 

Pakistan (2004 – 2014)

383

2296-3718

416-957

Yemen[3] (2002 – 2014)

61-71

293-430

30-74

Somalia (2007 – 2014)

5-8

10-24

0-1

 

Totale

449-462

2599- 4172

446-1032

 

Tabella 1 – La guerra dei droni dai primi attacchi a oggi[4] [Fonte: The Bureau of Investigative Journalism[5]]

 



[1] http://www.reuters.com/article/2014/04/20/yemen-violence-idUSL6N0NC07U20140420.

[2] http://edition.cnn.com/2014/04/15/world/al-qaeda-meeting-video/.

[3] Oltre ai dati riportati in tabella,  devono esser tenuti in considerazione quelli relativi a possibili attacchi su cui non vi è sufficiente chiarezza: secondo il The Bureau of Investigative Journalism, potrebbero aver avuto luogo altri 92-111 attacchi che avrebbero portato all’uccisione di 301-511 militanti e di 24-44 civili.

[4] I dati sono aggiornati al 31 Marzo 2014.

[5] http://www.thebureauinvestigates.com/2014/04/01/march-2014-update-us-covert-actions-in-pakistan-yemen-and-somalia/

© Riproduzione Riservata

Alessandro Mazzilli

Laurea in Scienze Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Torino.

Esperto in Politica Estera di Difesa e Sicurezza e sulle relazioni Euro – Atlantiche.

Analista Geopolitico

Consulente in Servizi di Stuarding e controlli di sicurezza.

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